LA LUCE PIU`
ANTICA DELL'UNIVERSO

Tra
tutti gli sviluppi della ricerca astrofisica
degli ultimi
anni, un posto d'onore spetta certamente ai fondamentali risultati
ottenuti nel campo della cosmologia grazie ai dati raccolti dal
satellite WMAP, lanciato
dalla NASA il 30 giugno del 2001. L'obiettivo principale della
missione di WMAP, il cui termine è previsto per la fine del
2005, è la
misura accurata della temperatura della radiazione cosmica di fondo,
ovvero il ``calore residuo '' lasciato dal Big Bang. Il nome per
esteso di questo satellite, Wilkinson Microwave Anisotropy Probe, vuole
rappresentare un omaggio e un riconoscimento
al cosmologo di Princeton David Wilkinson, un pioniere nello studio di
questa radiazione e membro del comitato scientifico della missione,
scomparso nel settembre del 2002.
La radiazione cosmica di fondo è la luce più antica
dell'universo, e proviene da regioni lontane dalla Terra quasi 14
miliardi di anni luce. L'informazione che trasporta ci rivela
come era il nostro universo circa 400.000 anni dopo il Big Bang, in un'
epoca precedente alla formazione delle prime stelle e delle prime
galassie. In pratica, è come guardare la fotografia scattata nel
primo giorno di vita di una persona che oggi ha 80 anni. Più
indietro nel tempo
non è possibile vedere, almeno utilizzando questa
radiazione. Vediamo perché. Subito dopo il Big Bang,
l'universo è entrato in una fase di espansione e raffreddamento
progressivo che dura ancora oggi. Per un certo tempo la libera
propagazione della luce (radiazione
elettromagnetica) è stata impedita dalla continua
interazione tra questa e la materia ionizzata, in cui cioè gli
atomi sono separati in nuclei e elettroni a causa dell'altissima
temperatura. In termini fisici, si dice che in queste condizioni
l'universo è opaco alla luce. Circa 400.000 anni dopo il Big
Bang, il raffreddamento dell'universo,
conseguente all'espansione, ha fatto scendere la
temperatura fino a circa 3000 gradi, permettendo ai nuclei
(principalmente di idrogeno ed elio) di combinarsi con gli elettroni in
atomi. A questo punto l'universo è diventato improvvisamente
trasparente, ed è stato allora possibile alla luce propagarsi
liberamente nello spazio. Questa luce, o
radiazione, viaggiando per quasi 14 miliardi di
anni, e aumentando la propria lunghezza d'onda a causa dell'espansione,
è giunta fino a noi e può essere oggi osservata e
misurata nella regione spettrale delle microonde. La
temperature di questa radiazione è oggi di soli 2.73 gradi sopra
lo zero assoluto, e tutti i corpi celesti si trovano immersi in
questo "bagno termico" (in
realtà piuttosto freddo!),
debole ricordo della "fase calda" attraversata dall' universo
miliardi di anni fa. In tutto il suo viaggio, questa radiazione ha
portato con se l'impronta della sua ultima interazione con la materia,
e ci permette
quindi di ricostruire la forma degli agglomerati di
materia presenti nell'universo quando è diventato trasparente.
Dove la materia si trovava più concentrata, in corrispondenza
alle galassie e agli ammassi di galassie che appena cominciavano a
prendere forma, la temperatura era un poco più alta che nel
resto dell'universo, anche se
solo di pochi millesimi di gradi. Anche se oggi
queste variazioni di temperatura si sono ridotte a pochi milionesimi di
gradi, il satellite WMAP è riuscito a misurarle accuratamente,
offrendoci l'immagine più dettagliata mai realizzata
dell'universo neonato. Non solo un'immagine, naturalmente. L'analisi
quantitativa di queste infinitesime variazioni di temperatura, insieme
ad altri dati di diversa natura, ha permesso di ottenere un' accurata
determinazione dell'età dell'universo (13.7 miliardi di anni) e
ha fornito un quadro ben definito (anche se sconcertante) della sua
composizione. La materia
che noi conosciamo, di cui sono fatti i nostri corpi, i
pianeti, le stelle, rappresenta
soltanto il 4% dell'universo. Tutto il resto è mistero. Il 23%
è materia oscura, che non emette luce ma si manifesta
attraverso la forza di gravità che esercita sugli altri corpi.
Il 73% è energia
oscura, una specie di forza anti-gravitazionale che è
responsabile per l'espansione accelerata dell'universo,
il quale sembra destinato ad espandersi per sempre.
Di che cosa sia costituita la materia oscura non lo sappiamo, ne'
può rivelarcelo il satellite WMAP. Sono stati proposti come
candidati vari tipi di particelle subatomiche, stelle di massa molto
piccola, micro buchi neri, e altro. E ancora più
misteriosa è la natura dell'energia oscura, anche se
la sua possibile esistenza era stata ipotizzata da Einstein già
nel 1915. Insomma, anche grazie a WMAP, gli astrofisici di oggi e
quelli di domani non rischiano certo di restare senza lavoro...
Dott. Daniele Galli Astronomo dell’Osservatorio di Arcetri
Torna
indietro.....
|