Gli oggetti più misteriosi
dell’Universo
(Di Romano Valli)
Alcuni giorni fa, la tv dette una notizia scientifica molto
interessante: il telescopio Hubble aveva localizzato, nello spazio
extra galattico, in una lontana galassia a 800 milioni di anni luce, un
buco nero. Il concetto di buco nero è ormai entrato a designare
una sorta di pozzo senza fondo entro il quale ogni cosa è
destinata a sparire senza lasciare traccia. Ma che cosa sono veramente
i buchi neri?
Per capirlo bisogna fare un passo indietro di due secoli. Simone Pierre
de Laplace predisse l’esistenza di questi oggetti e
ipotizzò che esistessero nell’universo corpi dalla
densità talmente elevata da avere una velocità di
fuga superiore alla velocità della luce, cioè 300.000
Km/s. In questo caso neanche la luce riuscirebbe ad essere tanto veloce
da sfuggire alla forza di attrazione di un simile corpo e quindi
rimarrebbe intrappolata per sempre all’interno del suo campo
gravitazionale. Poiché un corpo del genere non potrebbe emettere
luce, risulterebbe completamente invisibile e potremmo immaginarcelo
solo come un grande buco, nero per l’appunto. I buchi neri sono
gli oggetti cosmici più misteriosi, di cui si può parlare
solo teoricamente, perché non si vedono, ed inoltre sfuggono ad
ogni legge fisica che è a conoscenza degli scienziati.
Cominciamo cercando di capire (spero di essere
semplice nella spiegazione) cos’è un “buco
nero”, cercando di semplificare potremmo dire che è una
grande stella supercollassata. Abbiamo già parlato del collasso
delle Supernovae, che alla fine della loro normale attività di
stelle si chiudono in se stesse per mezzo della loro enorme forza di
gravità e diventano stelle di neutroni, dove un cucchiaino di
materia pesa quanto una corazzata. Il buco nero ha la solita procedura
ma in questo caso avendo la stella più di 5 volte la massa
solare, il collasso si spinge ancora oltre, fino al punto che tutta la
massa si trova concentrata in un punto di diametro quasi nullo, in cui
la densità diventa infinita e nessun tipo di energia può
più uscire da essa, neppure la luce. Facciamo un esempio:
perché si formi un buco nero attorno alla Terra, il nostro
pianeta dovrebbe comprimersi fino a raggiungere un diametro di 1 cm. Il
margine di un buco nero è detto “orizzonte degli
eventi”: una volta oltrepassato questo limite, nulla può
sfuggirgli. La forza di gravità sull’orizzonte degli
eventi è talmente forte che un libro che sulla terra pesa 1 Kg,
a 6 mt dall’orizzonte degli eventi peserebbe 1000 miliardi di
tonnellate. Tutto questo è difficile da capire anche per gli
scienziati, che non possono osservare e misurare un modello reale, e
quindi debbono accontentarsi di elaborare teorie matematiche. Infatti
il problema che impedisce lo studio di questi terrificanti oggetti,
è che non si vedono, però si intuisce la loro esistenza,
a rivelare la loro presenza e lo sfrenato cannibalismo, è il
possente campo gravitazionale del buco nero, che risucchia
l’atmosfera gassosa delle stelle visibili a lui vicine. Gli atomi
di gas cadono a tutta velocità verso il centro del buco nero che
è una singolarità (un punto dove non valgono più
le leggi della fisica a noi note), scontrandosi con violenza e
surriscaldando la materia che emette ingenti quantità di raggi X
(noi qui da Terra grazie ai satelliti siamo in grado di intercettare
questo “urlo” di raggi X e di localizzare così il
buco nero) prima di sparire per sempre nelle viscere del Mostro.
Accanto ai buchi neri di tipo stellare, esiste anche una famiglia di
“fratelli maggiori”. Questi buchi neri si formerebbero
all’interno del nucleo di una galassia in seguito al collasso
gravitazionale della materia che si accumula al suo centro. Le masse di
questi buchi neri giganteschi sarebbero dell’ordine di qualche
centinaio di milioni di masse solari. Secondo le ultime teorie le
galassie inclusa la nostra, avrebbero un gigantesco buco nero al loro
centro e sarebbe proprio per effetto della sua azione gravitazionale
che noi vediamo la maggior parte della materia luminosa concentrata
nelle regioni centrali. Ma i buchi neri più incredibili sono
collegati ai Quasar che bruciano al centro di remote galassie da essere
più luminosi delle galassie stesse. Questi colossali buchi neri
che hanno la massa di svariati miliardi di volte la massa solare, sono
alimentati ogni ora da 600 pianeti come il nostro (che dite, è
un bell’appetito). E pensare che fino a qualche tempo fa alcuni
astronomi dubitavano persino della loro esistenza. Oggi invece,
l’idea che esistano i buchi neri è comunemente accettata
da tutti.
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